Recensioni

Alla Sala delle Arti di Gravina di Catania, per “Fuorischema 2019”, concerto de “Il nuovo Trio Parsifal”, ovvero tre musiciste per due musiciste

Tre donne per due donne, tre musiciste per due musiciste: non è una formula matematica e neanche un gioco di parole ma lo schema dell’intrigante concerto programmato da Tania Cardillo come sesto appuntamento dei “Pomeriggi musicali a Gravina” da lei organizzati nell’ambito dell’attività concertistica “Fuorischema 2019” del Centro Magma di Catania, diretto da Salvo Nicotra.

“Il nuovo Trio Parsifal” è composto, appunto da donne che, per l’occasione, nell’accogliente Sala delle Arti del Centro etneo, hanno suonato rare e pregevoli composizioni di due musiciste dell’Ottocento europeo; precisamente: il Trio in Sol minore, op. 17 di Clara Wieck Schumann e il Trio in Re minore, op. 11 di Fanny Mendelssohn-Hensel.

Generalmente e fatalmente le due musiciste tedesche sono accostate ai più famosi loro familiari, maschi ovviamente; una è stata, infatti, moglie di Robert Schumann, l’altra sorella di Felix Mendelssohn. Come ha rilevato nei suoi ricchi interventi esplicativi Anna Paola Milea, entrambe, seppur vissute in un’epoca in cui la donna doveva superare immense difficoltà – già in famiglia (anche se non è il caso di Clara Wiech) – per rispondere a qualsiasi vocazione che potesse metterla pubblicamente in mostra, furono precoci e validissime pianiste, prima che compositrici, e non mancarono di profondere influenze benefiche anche nella musica di marito e fratello.

Thomas Beecham, direttore d’orchestra e compositore inglese, ancora nel 1920, negava l’esistenza di compositrici e asseriva che mai ve ne sarebbero state. E se le donne, in epoca moderna, composero soprattutto musica da camera è anche perché orchestre e direttori si rifiutavano di eseguire le loro opere.

Com’è facile comprendere si tratta di uno di quegli eventi il cui rilievo storico (sociale e culturale) rischia di sopraffare quello artistico; va invece, da subito, dato atto alla curatrice della rassegna e alle tre artiste di avere realizzato un concerto di alta qualità formale mettendo in risalto i pregi intrinseci delle non facili partiture, la loro elevata dotazione tecnica e il rodato affiatamento.

Clara Wieck coniugò una vita complessa tra l’impegno in famiglia (otto maternità) e quello pubblico; seppe farsi largo come concertista e fu tenace sino a essere nominata – nel 1878 – docente principale di pianoforte al Conservatorio Hoch di Francoforte, incarico che mantenne fino al 1892. Poco tenera e molto esplicita nei confronti di tanti importanti musicisti del suo tempo (finanche feroce con Wagner) non esitava a cancellare dal suo repertorio brani di autori con cui entrava in rotta di collisione. La sua effigie è stata persino riportata sulla banconota da cento marchi.

Intitolò il suo Trio in Sol minore op. 17 – creato nell’estate del 1846, quando, incinta del quartogenito, aveva dovuto interrompere le tournées – come “per pianoforte, violino e violoncello” a sottolineare che non voleva relegare a ruolo secondario quello dello strumento a tastiera. La composizione fu tenuta in gran conto dal marito per il suo Trio (op. 63).

Nell’esecuzione sono state ben evidenziate e poste in perfetto equilibrio le potenzialità dei tre strumenti; così sin dal primo movimento (Allegro moderato; in cui al tema principale del violino segue il pianoforte con il secondo tema); così anche nell’Andante del terzo movimento – di grande complessità tecnica – e nell’Allegretto del Finale, nella forma sonata, con una “versione fugata” del tema principale e un elaborato accompagnamento del pianoforte.

Rilevante, nel Trio in Re minore, op. 11 di Fanny Mendelssohn – composto poco prima della morte, ma pubblicato postumo – l’apertura con accompagnamento agitato del pianoforte su cui si sviluppa l’ampia e appassionata melodia degli archi che mette ancora una volta in risalto le doti tecniche delle esecutrici e soggioga l’uditorio preparandolo ai successivi movimenti in cui spicca l’ Allegretto, indicato come “Lied”, per la somiglianza con una canzone priva di parole, quasi cantata dai tre strumenti. Largo spazio, infine, al pianoforte della Milea nell’ultimo tempo, con un esordio praticamente solistico ed un impegno continuato nell’intero sviluppo. Numerose chiamate e immancabile bis.

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June 10, 2009
Jerry Adesewo

They play with such great temperament and fantasy that left the few in the house who appreciate the uniqueness and beauty of this classical music gasping for breath and stood rooted in standing ovation for more than three minutes for the group after their heartwarming performance.

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WEEKLY TRUST
Adie Vanessa Offiong

Entertaining guests on day three of the celebrations were the group Nuovo Trio Parsifal who gave a most astounding musical concert overwhelming the guests present.

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VOCE DELLA VALLESINA – 4 Febbraio 2007
Augusta F. Cardinali

“…A lungo applaudite per la bravura di ognuna, l’intesa di tutte, la scelta coraggiosa di un repertorio molto speciale, le tre artiste hanno alla fine salutato gli ‘Amici’ con un bis…”

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MUSICA E SCUOLA –  Luglio/Agosto 2006
Giampiero Locatelli

Se si potesse immaginare un felice accostamento di due lavori per trio, in nessun caso si raggiungerebbe il livello di coesione musicale che nasce fra il Trio in sol minore op.15 di B. Smetana e lo splendido lavoro di D. Šostakóvič.
Il programma presentato dal Nuovo Trio Parsifal (violino, violoncello, pianoforte) l’11 aprile 2006 presso la sala concerti “G. Scopelliti” del Conservatorio “F. Cilea” di Reggio Calabria, nell’ambito della stagione concertistica organizzata dal Centro Teatro Studio Lorenzo Calogero, ha compreso, puntualmente, i brani su citati non disattendendo, quindi, i gusti più esigenti delle orecchie più attente o i palati più raffinati.
Ottimo il livello di esecuzione sia dei singoli componenti che dell’insieme. Il Nuovo Trio Parsifal si contraddistingue, in effetti, per una splendida resa sonora che sottolinea il grosso lavoro di concertazione.
Anche i passi più complessi, a livello strumentale, non hanno impedito alle tre musiciste di ricercare quell’unità stilistica che da sempre è terreno ostico per tutti i trii. Lodevole l’abilità della violoncellista negli armonici iniziali del trio op.67 di Šostakóvič. Altrettanto merito va alla pianista Anna Paola Milea nell’aver bilanciato in maniera così efficace le sonorità più accese del trio di Smetana senza oscurare il lavoro del violoncello e della violinista, alla quale vanno tutti i migliori complimenti per il temperamento altamente drammatico che emergeva dalla cadenza iniziale del brano.

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INAUGURATA LA IV STAGIONE CONCERTISTICA “CITTÀ di CECINA”

Recensione di Diego Terreni

Il Trio Parsifal. Un raro esempio di perfetta coesione volutamente intrisa di ratio ed equilibrio timbrico, di tecnica e musicalità mai fine a se stessa. Il linguaggio musicale è naturale, suono e gesto si intersecano perfettamente in una esecuzione musicale che diviene, nel concetto più alto, anche“scena”. Indiscutibilmente uno dei migliori triii taliani.

[..] Il programma, che prevedeva musiche di F.X. Scharwenka e A. Piazzolla, è stato solo un pretesto per ascoltare ciò che effettivamente il trio è capace di dare: una sensazione unica, una sensibilità musicale che il trio riesce a trasmettere anche nelle pause scritte, anche nei silenzi che la partitura esige. Erano diversi anni che non ascoltavo un gruppo da camera che fosse all’altezza di un compito così arduo.

La Sala, stracolma di spettatori, non ha mai perso la tensione né la concentrazione, neanche nell’ascolto di Franz Xaver Scharwenka, autore misconosciuto, per non dire sconosciuto da molti ed erroneamente ignorato da tanti addetti ai lavori. Il Trio in La minore op. 45, assolutamente complesso strutturalmente e tecnicamente, ha dato il giusto pathos per introdurre una seconda parte tutta dedicata al maestro argentino Astor Piazzolla con l’esecuzione de Les Cuatro Estaciones Porteñas.

Le tre musiciste coesistono, dialogano senza cadere nella perversa quanto accademica regola del “domanda” e “risposta”; per loro il linguaggio musicale è naturale, suono e gesto si intersecano perfettamente in una esecuzione musicale che diviene, nel concetto più alto, anche“scena”. Per non parlare della complicità che unisce le componenti del trio, una complicità volutamente e giustamente messa al servizio proprio di quella che loro amano definire “ricerca”. È un termine, quest’ultimo, di cui si sente parlare spesso a sproposito da musicisti mediocri, speranzosi di guadagnare un granello in più di notorietà. Da un trio come il Parsifal essi potranno prendere sicuramente spunto per reinterpretare il loro concetto di“ricerca”. Una ricerca intesa come studio accurato ed analisi approfondita di un’opera, un autore, un repertorio, è ben altra cosa, è cosa ben più seria. Essa è paradossalmente la parte conclusiva della prassi esecutiva e non il contrario, poiché rappresenta il fine ultimo di una capacità di interpretare, di una consapevolezza del vero equilibrio timbrico e di un desiderio incolmabile di esplorare, in senso orizzontale e verticale, il linguaggio musicale e la “parola” che sta dietro ad ogni nota, suono, respiro.

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MUSICA E SCUOLA
15 febbraio 2005

….Nel Cilea del Trio in re maggiore, scritto nel 1886, si respira un’atmosfera a volte malinconica ed a tratti operistica, segno della veste sperimentale che probabilmente rivestì l’opera per il compositore palmese. La morbidezza delle frasi musicali è condotta dalle musiciste con grande naturalezza, riuscendo a trasportare il discorso musicale con grande slancio nell’Allegro sostenuto e nel successivo Scherzo Presto, regalando così all’Andante molto espressivo un’eleganza sottile che smentisce la tesi affrettata degli studiosi che etichettano come scolastica questa opera giovanile di Cilea. (…)
Le sonorità ricercate sono questa volta trasparenti, di una ingenua nitidezza e ben focalizzano i tanti spunti melodici che caratterizzano questa singolare composizione di Debussy. (…)
Delicatissima è …nella Primavera Porteña la sezione dedicata al violino, mentre nel Verano Porteño il violoncello sembra cullare con calore la melodia assieme al pianoforte in modo sempre più coinvolgente.
Energico ed efficace il piglio conferito all’Inverno Porteño, denso della passionalità folcloristica argentina.(…)
L’alternarsi degli stati d’animo è risultato di una bella e coerente interpretazione, il Nuovo Trio Parsifal rivela nella vitalità di alcuni passaggi un canto struggente ed intenso, filo conduttore in tutto il pezzo diventa la caratterizzazione dei contrasti. Anche i bis sono affidati a Piazzolla ed il celeberrimo Libertango evidenzia la grande attenzione del compositore verso questa forma musicale dove ritmica e colori regalano al Tango un nuovo spazio, sfogo di una musicalità sentita. Incisiva l’interpretazione e ben focalizzato l’io passionale del compositore.

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SISTEMA ITALIA N°19 – gennaio 2005
di Francesca Turano

Nell’ambito della stagione concertistica 2004 del Centro Teatro Studio “ L. Calogero” si è tenuto nel Teatro Aurora di Reggio Calabria il concerto del Nuovo Trio Parsifal.
Bravissime le tre giovani musiciste del Trio che, fondato nel 2001, riscuote da allora un notevole successo di pubblico e un unanime consenso di critica sia in Italia che all’estero, proponendo programmi inediti e originali volti alla riscoperta di musicisti ingiustamente dimenticati ed anche alla riproposta di brani poco eseguiti di compositori noti.
È questo il caso del programma di questa stagione: due trii ‘dimenticati’ di F. Cilea e C. Debussy e la versione per trio delle ‘quattro stagioni portene’ di A. Piazzolla. (…)
Pregevole l’interpretazione delle tre musiciste che ben ne hanno saputo evidenziare la limpidezza melodica e armonica tipicamente francese contrapponendola all’impeto appassionato del romanticismo tedesco.
Ad ulteriore prova della versatilità esecutiva del Nuovo Trio Parsifal le ‘Cuatro Estaciones Portenas’ di Astor Piazzolla (1921-1992) nelle quali le tre concertiste hanno mirabilmente dimostrato la loro compiuta assimilazione-rara in musicisti europei- della cultura musicale rioplatense che, se pur perfezionata con il maestro argentino Hugo Aisemberg, testimonia un’ apertura a schemi esecutivi provenienti da linguaggi diversi e molto lontani dalla tradizione interpretativa di formazione “classica”. (…)
Il bellissimo e applauditissimo concerto si è concluso con doppio bis : due tanghi di A. Piazzolla, Oblivion e Libertango.
Infine, non sappiamo se ammirare di più la versatilità nel trattare ambiti musicali differenti e lontani, la novità e l’interesse “musicologico” nella presentazione di programmi inediti ed originali o piuttosto l’alto livello interpretativo unito alla mirabile capacità di “insieme” delle tre artiste.

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MUSIC REVIEWS UK
Brenda Kean

www.music-reviews.co.uk

“…Each musician is a virtuoso of her own instrument but they blended together so well yet allowed each other the space to shine. The Debussy Trio in sol Maggiore was simply magical and beautifully realised by these fine players. The Piazzolla work Las Cuatro Estaciones Portenas had the quality of a film score about it. It was full of fire and passion and yet haunting and mysterious ay the same time
The Nuovo Trio Parsifal deserve a wider audience in the UK…”

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GLI AMICI DELLA MUSICA
Dicembre 2004

Si è tenuto il 22 novembre 2004, presso il cinema “Aurora”di Reggio Calabria, il concerto del Nuovo Trio Parsifal.
Fondato da appena tre anni da Anna Paola Milea, questo nuovo trio tinto di rosa ha già largamente fatto parlare di sé in Italia e all’estero riscuotendo unanimi consensi di pubblico e di critica.
Gusto, eleganza nel fraseggio, pulizia, cura del suono e dell’interpretazione hanno caratterizzato e dato valore alla prima parte del concerto apertosi con l’esecuzione del Trio in re maggiore di F. Cilea seguito dal Trio in sol maggiore di C. Debussy, entrambi lavori giovanili dei due compositori, fragili nella struttura ma innegabilmente di elevato valore, incorniciati dalla grazia e percorsi da un incessante fremito melodico.
Di tutt’altro genere invece la seconda parte del concerto, dedicata interamente ad Astor Piazzolla con l’impeccabile esecuzione delle Quattro Stagioni. Anche qui, i tre fondamentali supporti del fraseggio musicale: violino, violoncello e pianoforte, hanno magistralmente fatto riemergere da quelle note l’ardore dello spirito argentino a partire dal ritmo, dall’enfasi poderosa, dalla prorompente vitalità di Verano Porteño, dallo stile fugato di Primavera Porteña in cui si cela un’infinita e recondita nostalgia.
Il trio ha decisamente coinvolto il pubblico e dato prova del suo talento trasmettendo la vibrazione originale delle partiture nel pieno rispetto dell’opera piazzolliana.

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SINFONICA
Ottobre 2004

In Schumann il pianoforte ha avuto stile e gli archi limpidezza nella tecnica di emissione, in Cilea l’interpretazione è riuscita, e in Piazzolla c’è stata passione espressiva e vera convinzione”
Nelson Giguens Risso

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ESPECTACULAR 
14.09.2004

È risaputo che durante il XIX secolo il grande sviluppo della musica in Italia era concentrato soprattutto nel genere operistico, lasciando in secondo piano creazioni di altre espressioni musicali, in maniera tale che la maggioranza del pubblico ed alcuni autori , se si allontanavano dall’opera si rivolgevano – nell’ambito della musica da camera come nel sinfonico – ai grandi compositori europei, in special modo ai classici e ai romantici tedeschi.
Nella nostra epoca è stato abituale che tanti eccellenti gruppi provenienti dalla penisola – salvo per quanto concerne il periodo barocco o autori contemporanei, tranne casi eccezionali come il quartetto di Verdi – quasi mai offrivano composizioni della propria patria. Per questo si deve ringraziare che, in aggiunta alle proprie virtù interpretative, le ospiti abbiano presentato un’opera del riconosciuto operista Francesco Cilea, che non ricordiamo figurare nel repertorio da camera presentato qui.
Il Trio in Re maggiore di F. Cilea (1866 – 1950) è un’opera del 1886, per di più interessante, nel quale si amalgamano le caratteristiche vigenti in generale nella musica da camera europea dei periodi romantico e postromantico, con il lirismo proprio degli autori italiani. In questo primo ascolto ci ha impressionato come più originale il secondo movimento, con la presenza sempre equilibrata del pianoforte, suonato da un’interprete di indubbia categoria, dimostrata durante tutto il concerto. Quella già menzionata è stata la seconda opera del programma, iniziato con un’esecuzione ben concertata dei Fantasiestücke op.88 di Robert Schumann, opera in quattro movimenti del 1842, in cui, come in tutta la sua produzione, è presente l’appassionata ispirazione, sensibilità e maturità della struttura compositiva dell’autore tedesco.
In tutta questa prima parte è stato possibile apprezzare la compenetrazione delle artisti ospiti nel loro lavoro di insieme, senza dubbio rigorosamente preparato, così come le condizioni individuali, come quelle già menzionate di Anna Paola Milea al pianoforte. [..]

PERFEZIONE

Quanto già detto è stato confermato nella seconda parte con “Le quattro stagioni” di Astor Piazzolla nella trascrizione per trio di José Bragato, che è risultata un modello di perfezione interpretativa. Non invano queste artiste si sono perfezionate nel repertorio piazzolliano, studiando con un grande specialista – il nostro conosciuto Hugo Aisemberg, maestro e pianista argentino radicato in Italia – ai suoi corsi di perfezionamento “Il tango, Piazzolla e la cultura rioplatense”. I movimenti delle stagioni (autunno – inverno – primavera – estate) “di Buenos Aires” sono stati applauditi con entusiasmo così come il brano dello stesso autore offerto fuori programma (…)
Il Trio Parsifal, con il suo repertorio che va dal classicismo a composizioni contemporanee, sin dalla sua creazione si è esibito trionfalmente in tournée realizzate sia in Europa che in diversi paesi americani. Si tratta si un importante ambasciata culturale con meriti sufficienti per augurarsi visite future.

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ALTO LIVELLO INTERPRETATIVO DEL TRIO ITALIANO PARSIFAL

Recensione di Juan H. Desiderio

Nell’attraente e variegato programma con opere da camera di R. Schumann, F. Cilea e A. Piazzolla, le componenti del “Nuovo Trio Parsifal” hanno dato prova di ammirabile compenetrazione congiunta durante il recital presentato dall’Istituto Italiano di Cultura di Montevideo nell’Auditorium Carlos Vaz Ferreira.

[..]

In tutta la prima parte è stato possibile apprezzare la compenetrazione delle artisti ospiti nel loro lavoro di insieme, senza dubbio rigorosamente preparato, così come le condizioni individuali, come quelle già menzionate di Anna Paola Milea al pianoforte.

Quanto già detto è stato confermato nella seconda parte con “Le quattro stagioni” di Astor Piazzolla nella trascrizione per trio di José Bragato, che è risultata un modello di perfezione interpretativa. Non invano queste artiste si sono perfezionate nel repertorio piazzolliano, studiando con un grande specialista – il nostro conosciuto Hugo Aisemberg, maestro e pianista argentino radicato in Italia – ai suoi corsi di perfezionamento “Il tango, Piazzolla e la cultura rioplatense”. I movimenti delle stagioni (autunno – inverno – primavera – estate) “di Buenos Aires” sono stati applauditi con entusiasmo così come il brano dello stesso autore offerto fuori programma.

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NUOVO OGGI CASTELLI 
04.07.2004

Il Trio Parsifal riscalda i cuori con Piazzolla

Si è esibito venerdì scorso nella splendida cornice di Villa Tuscolana a Frascati (…) All’interno della sala Vittorio Emanuele ha veramente dato il meglio di sé (…) Le tre giovani professioniste si sono esibite nelle “Cuatro estaciones portenas” di Astor Piazzolla…

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PERÙ INFORMA
15.11.2003

Famoso trío Parsifal de Italia llegó al Perú para ofrecer tres conciertos

Las tres integrantes del Nuovo Trio Parsifal llegaron al Perú, procedentes de Roma, para ofrecer por primera vez conciertos de música clásica en Arequipa y Lima, ciudades que en opinión de la directora del grupo, pianista Anna Paola Milea, tienen un especial aprecio por este arte musical.
Bárbara Castelli, que ha tenido oportunidad de actuar en Sao Paulo y Buenos Aires, explica que el gusto por la música es consecuencia de una educación que se recibe desde la niñez, y que en Italia es muy intensa y permanente.
Desde esta perspectiva, la violencelista Laura Pierazuoli, destacó el especial carácter amigable de los peruanos, demostrado a su arribo a Lima y durante el contacto con diferentes personas.
El Nuovo Trio Parsifal actuará hoy y mañana en Arequipa y el martes 18, a las 7 pm. en el Teatro Raimondi. El programa que ofrecen incluye pieza de Cilea, Schumann y Debussy, entre otros. La entrada es libre.
Las tres integrantes de Parsifal son destacadas profesionales en el campo de la docencia, especialmente en la actividad concertística de Europa en diversas formaciones de cámara de importantes instituciones musicales.”

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EL PUEBLO

El sábado 15 de Novièmbre realizó una mas de sus grandes presentaciones en el auditorio de Mariano Melgar de la UNSA, desde nuestro hermano país de Italia al TRIO PARSIFAL con música de cámara.
Al termino de la presentación y luego de que el publico asistiente, que fue muy numeroso, agradecieran con sus aplausos al Trio Parsifal…”