Press CD Trio for Tango

L’APE MUSICALE
10 settembre 2022
Recensione di Vincenza Caserta

Le atmosfere di Piazzolla sono riconoscibili dalle prime note e subito si è calati nel vivo dell’Argentina, tra i colori caldi dei suoni e i ritmi che diventano il cuore di un modus vivendi. Il Cd del Parsifal Piano Trio (formato da Jalle Feest al violino, Emilia Stugocka al violoncello ed Anna Paola Milea al pianoforte) dal titolo Trio for Tango è una narrazione che non delude, le Stagioni sono un vero e proprio quadro sonoro in cui dal nostagico Otoño Porteño, nel suo piglio assieme malinconico e grintoso, siamo condotti, con creatività sempre nuova, nell’universo del Tango. L’interazione tra le componenti del Trio è di un grande impatto espressivo e nell’Invierno Porteño convince il misto tra tenerezza e incisività. Ritmi spigliati e passionali dominano nella Primavera Porteña assieme atemi musicalmente densi che il Trio Parsifal mette in evidenza con grande espressività e capacità di rinnovarsi pur mantenendo una coerenza di forma che unisce con un fil rouge tutte le stagioni. Verano Porteño riesce a esprimere particolari emozioni per la fitta corrispondenza delle intenzioni musicali di tutte le componenti del Trio; una vena malinconica, tipica dello spirito argentino, si mescola a un fluido divenire ritmico. Non meno interessanti gli altri brani, come Escualo (nell’arrangiamento di Josè Bragato, come le Stagioni), la cui tensione si stempera in un dialogo fluido e colorito tra gli strumenti. La Muerte del Angel è un inno alla nostalgia e al senso di malinconica meditazione che accompagna la musica popolare argentina. Meditango (nell’arrangiamento di Gian Luigi Zampieri) narra con un misto di poesia e ricerca espressiva il divenire del discorso musicale. Adios Nonino (nell’arrangiamento di Roberto Piana) unisce la ricerca quasi vocale dei temi aduna spigliatezza ritmica che ha negli incastri ben articolati tra gli strumenti la sua carta vincente, senza trascurare ampi spazi in cui le frasi musicali vengono gestite con grande eleganza. Libertango, manifesto assoluto della musica di Astor Piazzolla è il vero e proprio “testamento spirituale”con cui il Parsifal Piano Trio conclude questo interessante progetto discografico edito da Luna Rossa Classic: interpretazione ricca di energia e colore che non nega spazi a cantabilità spiegate degli archi sul ritmo ostinato del pianoforte che trascina con creatività il dialogo e lo spirito del tango come “pensiero triste in movimento”. 

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NON SOLO AUDIOFILI
giugno 2022
Recensione di Alfredo Di Pietro

È già il proponimento condensato nel nome di questo trio tutto al femminile a far riflettere: Parsifal, ovverosia “Colui che viaggia alla ricerca di una qualità che non si può trovare lungo strade conosciute: egli viaggia alla ricerca di ciò che altri hanno dimenticato.” Parsifal, in italiano Percivalle, è quel Cavaliere della Tavola Rotonda che in ragione della sua purezza di cuore fu ammesso alla vista del Santo Graal, la coppa con la quale Gesù celebrò l’Ultima Cena (contenente il suo sangue raccolto da Giuseppe di Arimatea dopo la crocifissione). Tutto lascia quindi presagire che l’orientamento estetico di questa formazione cameristica sia votato al disvelamento di percorsi non battuti prima. La levatura musicale innanzitutto: il Parsifal Piano Trio, formato da Jalle Feest (violino), Emilia  Sługocka (violoncello) e Anna Paola Milea (pianoforte), è nato nel 2001 con un occhio di riguardo per la ricerca della qualità e l’interesse per la riscoperta di brani e compositori poco conosciuti. Parliamo di autori di difficile reperimento nei programmi di sala, come Xaver e Philipp Scharwenka, Clara Wieck Schumann, Fanny Mendelssohn, Lili Boulanger. Come possiamo vedere, anche qui prevale il femminino. Non indifferente è l’ampiezza del loro repertorio, che spazia dal classicismo al Novecento, fino alla musica contemporanea. Il Trio si esibisce regolarmente in Italia, riscuotendo unanimi consensi di pubblico e di critica, e all’estero, con tournée in Europa, Nord America e Sud America, anche in teatri di grande prestigio. Nel 2004, su invito dell’Istituto Italiano di Cultura di Jakarta, ha rappresentato il nostro Paese al VII° Festival Internazionale presso il Teatro Gedung Kesenian della capitale indonesiana.

Nel 2017 si è aggiudicato la Silver Medal – Outstanding Achievement per la sezione “Trio” ai Global Music Awards. Le benefiche pulsazioni “live” si estendono anche al versante discografico, “in fieri”, che ci auguriamo possa gradatamente arricchirsi con delle nuove uscite. Oggi, dopo la pubblicazione nel 2018 del primo album “Invisible Landscapes” per la BAM Beyond Any Music (premiato con la Silver Medal ai Global Music Awards di Los Angeles), ecco giungere nel cassettino del nostro lettore CD “Trio for Tango”, per l’etichetta Luna Rossa Classic, anch’esso premiato con due Silver Stars (nelle categorie “Best chamber music CD” e “Best concept”) ai Music and Stars Awards di Tallin, in Estonia, e una Silver Medal ai Global Music Awards di Los Angeles. Jalle, Emilia e Anna Paola sono delle musiciste vere, preparatissime e dai curricula prestigiosi, le quali hanno deciso d’impegnarsi in un lavoro monografico sul grande Astor Piazzolla, musicista, compositore e strumentista d’avanguardia argentino. Un autore per certi versi abusato con innumerevoli rivisitazioni dei suoi brani più noti, uno su tutti Libertango, anche da formazioni che fanno del “glamour” la loro principale fonte di presa sul pubblico. Ma davvero si sentiva l’esigenza di un’ennesima compilation piazzolliana? A riguardo, faremmo sicuramente torto al Parsifal Piano Trio nel considerare il loro CD come una delle tante superfetazioni presenti in giro.

Grazie alla loro lucidità e pertinenza stilistica, nei dieci brani, tra i più noti e belli di Piazzolla, abbiamo la possibilità di gustare in pieno il sapore tutto particolare del “Nuevo Tango”, diverso dalla danza tradizionale poiché incorporante elementi mutuati dalla musica jazz e colta, per’altro insapidito da un sapiente uso delle dissonanze e altri elementi musicali che gli hanno conferito grande freschezza e un grado d’intensità emotiva difficilmente pareggiabile. Dieci perle rivitalizzate dalla forte personalità delle nostre tre musiciste, fedeli sin dall’immagine di copertina a un tipo di espressività dalle tinte calde e intense, una sorta di antidoto musicale alla sbiaditezza, a ogni paventabile scialbezza emotiva. L’ammirazione che nutrono per il compositore traspare sin dalle note di copertina; Astor Piazzolla allora emerge come figura ampiamente sdoganata, affrancata da certi pregiudizi, da alcuni prima considerata non degna di figurare negli impaginati di sala, magari accanto ai nomi più altisonanti della classica. Piazzolla fu musicista il cui genio è incontestabile, tormentato tra accademia e innovazione, alla fine scelse quest’ultima per dar voce alla sua precipua personalità. Studiò pianoforte con Bela Wilda e Raùl Spìvak, composizione con A. Ginastera, direzione d’orchestra con E. Scherchen. Ma un nome su tutti è importante per il suo destino artistico, quello di Nadia Boulanger, la grande direttrice d’orchestra, organista, compositrice e docente di musica francese. Fu lei che evitò al compositore di diventare un pallido epigono di Stravinsky, Bartòk o Ravel, spronandolo a essere nient’altro che se stesso. È un discorso che si attaglia perfettamente anche a questo Trio, soprattutto se ci diamo la pena di esaminare i suoi perché e percome.

Nessun mistero in fondo, poiché le loro dichiarazioni d’intenti non lasciano spazio a dubbi e perplessità. Chiudendo il cerchio della mia argomentazione, questi sono i motivi per cui ritengo un album come Trio for Tango meritevole di attenzione e non dello sguardo distratto (e forse anche un po’ annoiato) dell’eventuale ascoltatore, che sia un cultore o meno del compositore argentino. In ogni traccia scopriamo una musicalità istintiva, non irrigidita in alcun modo dalla formazione accademica né foriera di una comunicatività imbrigliata in mediazioni concettuali di sorta. Percepiamo, al contrario, un qualcosa che arriva dritto alle viscere del nostro sentire per il tramite di una sensibilità squisitamente femminile, morbida e sensuale, ma che sa diventare fieramente leonina nei momenti apoteotici, in antitesi alla dolcezza mostrata nei frangenti riflessivi, ripieganti nella malinconia. Apre le danze Otoño Porteño, tratto da “Le Cuatro Estaciones Porteñas” (Le quattro stagioni di Buenos Aires), quaterna di composizioni di tango originariamente concepite non come una suite, realizzate per un quintetto di violino (viola), pianoforte, chitarra elettrica, contrabbasso e bandoneón, quella che in sostanza era la formazione nella quale Piazzolla si esibiva. Silloge suggestiva dell’omonima, se togliamo l’aggettivo “Porteñas”, opera di Antonio Vivaldi, anche se in ordine di esecuzione diverso: Otoño (Autunno), Invierno (Inverno), Primavera (Primavera), Verano (Estate). È il nostro Trio segue quest’ordine. Non c’è autocompiacimento nella sua lettura, anche se si sarebbe portati facilmente a cadervi, ma un incedere rigoroso, mai stereotipato e volto a sottolineare ogni atmosfera con una meravigliosa flessibilità, nella più totale assenza di metronomicità.

Un tipo di libertà che conferisce estro “zingaresco” alla palpitante materia sonora, esaltata dall’abilità a descrivere traiettorie sempre diverse, imprevedibili e mai scontate. Dal ritmo deciso, quasi implacabile, esordisce Escualo, vibrante composizione dagli accenti moderni. Si ritorna nella fascinazione di una dialettica musicale che si concede ampia libertà di movimento, la quale, tuttavia, non si risolve in una specie di arbitrio ma è determinata a seguire il filo rosso di un’efficacia consentita da una variegata tavolozza espressiva. In questo brano di difficile esecuzione le tre musiciste, oltre che dimostrare un rimarchevole affiatamento e coesione d’insieme, danno prova delle loro non indifferenti capacità virtuosistiche, avvicendando in serrata successione momenti di drammatica concitazione ad altri più distesi. Oblivion (Oblio), Tango Nuevo introspettivo e struggente, è dominato da un’innovazione declinata verso la ricerca ritmica e, soprattutto, melodica, nella composita anima del Tango Argentino, disseminata di contaminazioni ritmiche e offerta per il tramite di strumenti che non sono legati alla tradizione di quel Paese. Affiora in esso una struggente cantabilità, essendo forse la manifestazione più alta della malinconia piazzolliana, empaticamente recepita da Jalle, Emilia e Anna Paola. La formazione cameristica si confronta con le gesta, le emozioni e la sorgiva potenza di canto ne La Muerte del Angel, dove gli archi nobilitano la commozione con rapidissimi glissando (violino) e la sofferta melodiosità del violoncello. La morte dell’angelo è un pezzo di considerevole complessità tecnica ed espressiva, inizia e termina con una febbrile fuga, mentre nella parte centrale si risolve in un canto estatico ed anche emotivamente fragile.

Davvero una grande prova per il Parsifal Piano Trio. Dopo Meditango, incontriamo due brani cruciali, destinati a polarizzare fortemente la nostra attenzione ed emotività: Adiós Nonino e Libertango. Il primo fu scritto nel 1959, quando Astor Piazzolla, in quel momento in tournée nel centro America, ricevette la notizia della morte improvvisa del padre, don Vicente Piazzolla, affettuosamente chiamato Nonino. Il secondo è l’arcinoto Libertango, brano che segnò una svolta elettrica e realmente rivoluzionaria nella produzione del musicista argentino. Le tre bravissime musiciste si confermano dotate di una fervente anima musicale, vigorosamente istintiva, non disposta a lasciarsi addomesticare da alcunché, a tutto a vantaggio dell’espressione di un’umanità che arriva in modo particolarmente diretto ai nostri sensi e alla nostra coscienza. Ottima la cattura sonora. Un CD, questo Trio for Tango, che mi ha incantato e commosso. Si, commosso, perché ha risvegliato in me il sentimento di nostalgia per la mia terra, la Puglia, che ho dovuto abbandonare decenni fa, anche io emigrato, destinato a diventare un “porteño” in altra terra. E non dimenticate assolutamente di leggere le belle (e molto sentite) note di copertina stilate da Roberto Piana, trascrittore insieme a José Bragato e Gian Luigi Zampieri dei dieci brani presenti nel disco.

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CORRIEREBIT.COM
10 giugno 2022
Recensione di Cesare Guzzardella

Il Parsifal Piano Trio per Astor Piazzolla

E’ piuttosto recente questo Cd uscito per Luna Rossa Classic con un trio al femminile, il Parsifal piano trio, composto da Jalle Feest al violino, Emilia Stugocka al violoncello e Anna Paola Milea al pianoforte. Dedicato interamente al musicista argentino Astor Piazzolla e titolato Trio for Tango, il Cd propone trascrizioni di ottima qualità di brani noti del grande compositore e suonatore di bandoneon, a cominciare dalle celebri quattro Stagioni Portenas, molto eseguite in concerto insieme alle più celebri Stagioni vivaldiane, per passare poi da EscualoOblivionLa muerte de Angel, tutte trascritte in modo eccellente da José Bragato. I tre brani rimanenti, Meditango e Libertango trascritti  bene da Gian Luigi Zampieri, e Adios Nonino trascritto altrettanto bene dal pianista e compositore Roberto Piana, concludono il Cd. Alcuni brani hanno la rilevante partecipazione del percussionista Alessandro Monteduro L’ottima qualità interpretativa del Trio, emerge chiaramente nell’eccellente incisione. La scansione precisa delle ritmiche di Piazzola nelle corrette accentuazioni in termini di agogica e di dinamica, rivela una sicura attitudine del Parsifal Piano Trio alla musica dell’argentino. La chiara ed elegante espressività della pianista in termini melodici-armonici fa ottimamente da supporto ai due rilevanti archi per una resa melodica di qualità. Un Cd altamente consigliabile a tutti gli amante della musica del grande Astor Piazzolla.

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IL MONDO DELLA MUSICA
maggio 2022
Recensione di Lorenzo Tozzi

L’organico è quello di un classico Trio con pianoforte che tanta fortuna ha goduto tra Sette e Ottocento. Ma qui protagonista è la musica di Piazzolla (il tango nuevo) evocata con fine sensibilità da un ensemble tutto al femminile (Jalle Feest violino, Emilia Stugocka violoncello e Anna Paola Milea pianoforte) che nel nome dell’ensemble si è voluto richiamate addirittura all’eroe wagneriano Parsifal, indefesso ricercatore dell’ignoto. Ignoto non può però certo dirsi oggi l’inflazionato compositore argentino, ma certamente originali appaiono qui gli arrangiamenti per Trio con pianoforte di opere che coinvolgono originalmente sempre il caratteristico bandoneon). Alle stra-eseguite Quattro stagioni si affiancano brani celebri come Escualo, Oblivion, La muerte del Angel, Adios Nonino e Libertango. E grazie alla intensità espressiva delle interpreti la magia originale non svanisce, semmai assume inedite tinte, più europee e meno sudamericane.

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KATHODIK WEBZINE
11 dicembre 2021
Recensione di Luciano Feliciani

Il Parsifal Piano Trio, composto dalle musiciste Jalle Feest al violino, Emilia Stugocka al violoncello e Anna Paola Milea al pianoforte, propone un accattivante ed affascinante cd totalmente dedicato ai tanghi di Astor Piazzolla, dal titolo ‘Trio for Tango’. Un Cd che esce a 100 anni dalla nascita del grande compositore argentino e rappresenta un notevole omaggio alla sua grande musica. Gli arrangiamenti a cura di Josè Bragato, Gian Luigi Zampieri e Roberto Piana, arricchiscono di nuove prospettive strumentali le già splendide ed indimenticabili melodie di Piazzolla. Un viaggio immersivo nel tango che tocca i brani più famosi tra i quali OblivionLibertangoAdios NoninoLa Muerte del AngelInverno Porteño e molti altri. Attraverso l’intensa, limpida e coinvolgente interpretazione delle tre musiciste del Parsifal Piano Trio, si gode appieno della bellezza, della struggente melodicità, delle incantevoli melodie che caratterizzano la musica del grande ‘Astor’. Il violino e il violoncello dialogano tra loro scambiandosi le melodie, puntualmente sottolineate dal pianoforte che lega armonicamente il tutto, in un insieme di grande qualità tecnica ed esecutiva molto affascinante, arricchito in alcuni momenti anche dall’intervento delle percussioni di Alessandro Monteduro. Un omaggio al genio di Piazzolla davvero bello, importante e coinvolgente.

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IL QUORUM
30 novembre 2021

Parsifal Piano Trio: l’emozione del Tango in “Trio for Tango” [INTERVISTA]

Una delle rivelazioni culturali più interessanti del 2021 è stata la formazione musicale del Parsifal Piano Trio, che si è proposta al pubblico con una rivisitazione del tango argentino, omaggio ad Astor Piazzolla. Un CD di recente uscita, intitolato “Trio for Tango” che ha già suscitato l’entusiasmo degli appassionati e attenzione da parte della critica, e che presenta spunti interpretativi nuovi del grande maestro e della sua musica, con l’introduzione delle percussioni nella maggior parte dei brani e con un andamento generale più vivace e ritmato, in chiave moderna.

Un’esperimento riuscito, come le stesse interpreti ci dicono, che ci restituisce ulteriori sfumature e nuovi punti di vista del repertorio pezzolliano. Perché come sappiamo l’arte è continua ricerca e sperimentazione, e si possono sempre trovare nuove prospettive interpretative in grado di suscitare nell’ascoltatore forti e profonde emozioni. Ed il Trio riesce a trasmettere queste emozioni grazie ad una incredibile sensibilità delle tre artiste, al loro affiatamento e alla loro bravura.

Per curiosità e per approfondire tutti questi aspetti così intriganti che si celano in “Trio for Tango”, abbiamo voluto incontrare proprio queste straordinarie protagoniste: Anna Paola Milea (pianoforte), Emilia Slugocka (violoncello) e Jalle Feest (violino). Ecco cosa ci hanno raccontato:

– Parsifal Piano Trio: Jalle Feest, Anna Paola Milea ed Emilia Slugocka. Uno straordinario progetto di musica il vostro. Siamo molto incuriositi e desideriamo chiedervi: quali sono state le vostre esperienze prima del vostro incontro, e come è nato successivamente il Trio?

Risponde Emilia Slugocka: Tutte noi in passato abbiamo suonato in varie formazioni cameristiche per molto tempo, soprattutto in duo e in trio. Jalle fa parte da anni dell’Orchestra Sinfonica dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, io ho lavorato nell’Orchestra del Teatro dell’Opera di Breslavia, Anna Paola, fondatrice del Trio, suona spesso in duo pianistico e in duo con vari strumentisti.
Il Parsifal Piano Trio nella sua formazione attuale risale a due anni fa, quando Jalle è entrata a farne parte. Io sono arrivata cinque anni fa, ma il Trio esiste da circa 20 anni. La colonna portante, l’ideatrice e “spiritus movens” del progetto è Anna Paola. Nonostante gli avvicendamenti di violiniste e violoncelliste, è riuscita sempre a mantenere la personalità del Trio.

– Tre donne, tre artiste di alto livello e tre diverse personalità. Quali sono gli ingredienti del Parsifal Piano Trio, e del vostro successo?

Risponde Emilia Slugocka: Tre personalità molto diverse e direi abbastanza forti possono costituire un ostacolo, ma anche un arricchimento, se si è in grado di creare armonia. Non ci sono ingredienti magici, le discussioni sono inevitabili, considerato il fatto che possiamo avere visioni diverse rispetto ai brani che affrontiamo. Ma l’amore per la musica da camera che ci unisce ci permette di superare gli ostacoli e trovare sempre una strada comune.

– Perché “Parsifal”? Cosa rappresenta per voi? E quale filo unisce “Parsifal” alla vostra musica?

Risponde Anna Paola Milea: Parsifal viaggia alla ricerca di nuove strade, alla ricerca di ciò che gli altri hanno dimenticato, e soprattutto alla ricerca del Graal, della perfezione. Suonare insieme è ricercare l’armonia, la fusione di anime diverse, il continuo miglioramento. Inoltre ci piace riportare alla luce compositori, compositrici e repertori poco conosciuti. È la ricerca che ci unisce a Parsifal.

– Parliamo ora della vostra ultima opera. Un intero progetto “Trio for Tango” dedicato ad Astor Piazzolla…

Risponde Anna Paola Milea: È un progetto che accarezzavamo da molto tempo, dedicare un intero cd ad Astor Piazzolla, compositore a noi molto caro, che ci accompagna sin dai primi anni della nostra attività. Nel 2020 abbiamo deciso di realizzare questo progetto, ma siamo state costrette a rimandare per ben tre volte la registrazione del cd a causa dell’emergenza sanitaria. Questo ritardo si è rivelato però in qualche modo provvidenziale, poiché ha fatto sì che l’uscita del cd coincidesse con il centenario della nascita di Piazzolla. Inoltre abbiamo pensato di dare un tocco di originalità con l’aggiunta delle percussioni nella maggior parte dei brani. Il risultato non era affatto scontato, visto che siamo un trio di formazione classica e questo esperimento non era stato mai realizzato dagli altri trii che hanno inciso Piazzolla. Abbiamo avuto la chance di collaborare con un meraviglioso percussionista, Alessandro Monteduro, che ha anche curato l’arrangiamento, integrando perfettamente l’intervento delle percussioni con la nostra idea interpretativa. Il cd Trio for Tango è stato pubblicato da Luna Rossa Classic circa tre mesi fa e siamo molto soddisfatte dei risultati in termini di ascolti e recensioni. Esperimento riuscito, a quanto pare.

– La vostra musica esprime eleganza e raffinatezza. In questo caso affrontate il Tango ed un artista eccelso e “ruvido” come Piazzolla. Perché questa scelta? E con quale spirito o chiave di lettura avete affrontato l’interpretazione di questo Maestro?

Risponde Jalle Feest: Provenendo dalla musica classica abbiamo affrontato il mondo di Piazzolla con grande curiosità e piacevole sfogo. I ritmi e caratteri insoliti, etnici, le atmosfere anche esotiche e la peculiare miscela di generi musicali contrastanti, dalla classica al jazz, alla musica leggera, con spazio anche all’improvvisazione, ci hanno permesso di esprimere aspetti forse sopiti dentro di noi, che fanno parte  in qualche maniera di un nostro DNA musicale ancestrale. Penso che la musica popolare e etnica faccia parte di questo nostro DNA, è divertente riconoscere delle caratteristiche comuni di queste musiche in tutto il mondo .

– “Trio for Tango” si compone di 10 brani. Potete raccontarci qualcosa nello specifico? Brano per brano…

Risponde Anna Paola Milea: Il nostro lavoro discografico è incentrato sulle trascrizioni, curate da tre musicisti italiani: José Bragato, violoncellista collaboratore di Piazzolla, nato ad Udine, ma vissuto in Argentina; Gian Luigi Zampieri, direttore d’orchestra grande conoscitore del repertorio Piazzolliano, che ha curato le trascrizioni di Meditango e Libertango; Roberto Piana, pianista e compositore, che ha trascritto espressamente per noi Adios Nonino.

Il cd esordisce con le Estaciones Porteñas. In spagnolo il termine “porteño” significa abitante del porto, e nello specifico abitante di Buenos Aires. Il porto di Buenos Aires era anche un crocevia di emigrati giunti spesso dall’Italia. Da qui il forte sentimento di nostalgia, dolore per la lontananza. Le Estaciones Porteñas non furono pensate per soddisfare una organicità formale. Nacquero Infatti in momenti distinti, nel 1965 Verano, nel 1969 Inverno e nel 1970 Otoño e Primavera.

Astor Piazzolla aveva una grande passione, oltre alla musica: la pesca, ed in particolare la caccia allo squalo a Punta del Este, in Uruguay. Una passione forse ereditata dal nonno Pantaleon, un pescatore emigrato in Argentina da Trani, in Puglia.

L’immagine dello squalo ha diverse letture, è rappresentativo anche di quello che diceva Astor sulla pesca, ossia che durante l’attesa di quell’esperienza arrivano moltissime idee musicali, ed è soprattutto rappresentativa dell’immensità del mare, quanto mai essenziale nel processo artistico-creativo di allora. D’altronde, la forza espressiva di quell’animale nell’acqua, che si manifesta anche in termini sonori, è ben delineata nel mitico brano Escualo, quinta traccia del nostro cd.

Originariamente scritto per violino solo, questo tango fu composto per l’acclamato violinista Fernando Suarez Paz nel 1978. Fu poi registrato a Buenos Aires nel 1979 dallo storico quintetto che vedeva Piazzolla accanto a Pablo Ziegler e Fernando Suarez Paz.

Nel 1982 Astor Piazzolla compone Oblivion per il film Enrico IV di Marco Bellocchio (liberamente tratto dall’omonimo dramma in tre atti di Pirandello).

Questo brano commovente e nostalgico si sviluppa su un ritmo che lascia molto spazio allo sviluppo di una melodia lirica. La scelta del titolo Oblivion ha a che fare con l’argomento del film: un attore che interpreta il ruolo del Sacro Romano Imperatore Enrico IV cade da cavallo, perdendo la memoria, e crede di essere davvero l’Imperatore in ginocchio davanti a Matilde di Canossa. La nota di apertura del violoncello che emerge in un lungo crescendo sugli arpeggi del pianoforte, lo rende una delle evocazioni musicali più suggestive di un concetto astratto (perdita di memoria), in una melodia che è diventata indimenticabile.

Nel 1962 Piazzolla compose una suite (Introducción, Milonga e Muerte, a cui aggiunse Resurrección del ángel nel 1965) per lo spettacolo teatrale di Alberto Rodriguez Muñoz El Tango del Angel, in cui un angelo guarisce gli spiriti degli abitanti di un squallido quartiere di Buenos Aires e finisce vittima di un combattimento di coltelli.

La fuga in tre parti di Muerte del ángel (settima traccia del cd) è uno degli esempi più efficaci di Il contrappunto di Piazzolla: l’uso del basso ostinato che contrasta ritmicamente con il tema della fuga, e l’accumulo controllato di dissonanze che porta al culmine del brano.

Composto nel 1959, Adios Nonino  è l’anima più profonda del suo autore, che nell’inquietudine trova per un attimo la calma e la pace in un’altra vita.

Adios Nonino é un percorso di vita nei suoi quasi nove minuti ipnotici. La notizia della morte del padre, chiamato affettuosamente Nonino, colse Piazzolla di sorpresa mentre era in tournée a New York. Il brano nasce per dirgli addio, per salutarlo da lontano un’ultima volta. È uno dei brani più rappresentativi di Piazzolla che lo definì il suo tango “numero uno”.

Nel 1974 Piazzolla con il suo Conjunto Electronico registra l’album Libertango, un lavoro il cui singolo omonimo diventerà un successo planetario, l’emblema del Nuevo Tango. L’album è costituito da otto tracce, i cui titoli infondono un senso di unitarietà al disco: Libertango, Meditango (tracce n. 8 e 10 del nostro cd), UndertangoAdios NoninoViolentangoNovitangoAmelitangoTristango. È la svolta “elettronica” del tango piazzolliano.

– Affrontiamo un altro tipo di argomento, spostando il focus sul mondo della cultura e della musica. Come ben sappiamo la musica classica negli ultimi anni ha molto sofferto per la mancanza di spazi. Se ne parla poco e rari media se ne occupano. Eppure un progetto come il vostro ha un ampio respiro, e potrebbe certamente abbracciare platee più ampie. Cosa ne pensate? E quali difficoltà deve affrontare chi, come voi, si ostina ad esprimersi con dedizione e talento, elevando il proprio spirito nell’Arte?

Risponde Jalle Feest: Essendo la cultura alla base dello sviluppo, della prosperità e della pace di un paese è più importante che mai, nella nostra epoca, risvegliare l’interesse di un più largo pubblico.

Noi possiamo solo insistere a cercare a creare dei ponti per raggiungere l’interesse di una platea più ampia. Spesso noi artisti siamo idealisti, e non ci arrendiamo facilmente.

Nel concreto cerchiamo di  avvicinare alla nostra musica scegliendo programmi come quello del nostro ultimo CD, che può attrarre un pubblico più variegato, essendo più popolare, un crocevia di vari generi musicali, divertente, ma anche molto coinvolgente emotivamente.

Inoltre cerchiamo sempre di facilitare l’approccio a quello che suoniamo, illustrando il programma durante i concerti. Queste brevi introduzioni vengono sempre accolte molto positivamente, aiutano a coinvolgere maggiormente  il pubblico e a farci sentire più vicine a quest’ultimo.

La difficoltà più grande che si  incontra oggi è il pregiudizio o l’ignoranza nei confronti della musica classica, specialmente da parte della generazione più giovane.

In realtà la musica nei suoi più vari generi è un’unica famiglia, ha tante radici in comune. Sarebbe bello che musicisti e pubblico si risvegliassero a questa realtà.

– “Trio for Tango” un punto di arrivo o un punto di partenza?

Risponde Jalle Feest: Per il Parsifal Piano Trio la musica di Piazzolla è un amore che lo accompagna da tantissimi anni, il CD è un sogno covato  a lungo. Per il nostro repertorio è una gemma esotica, un piacevole Intermezzo, un po’ come un fiume che devia dolcemente dal suo corso.

Dunque un punto di arrivo, perché rappresenta la realizzazione di un progetto importante, ma anche un punto di ri-partenza. Dopo la sosta forzata dovuta alla pandemia, durante la quale abbiamo comunque lavorato su tutti gli aspetti organizzativi e di studio, l’uscita di questo, subito accolto con entusiasmo da pubblico e critica, ci ha dato la spinta per ripartire al meglio. Stiamo vivendo una nuova stagione, piena di appuntamenti concertistici e nuovi progetti. È un momento in cui tutta la società, e soprattutto il mondo della cultura, dopo questo arresto brusco, pieno di difficoltà e timori, ha bisogno di tornare alla vita, come una nuova primavera a lungo attesa

– Sappiamo che siete sempre in fermento e piene di idee… Quali sono i vostri progetti per il futuro? Quali nuove sfide vi attendono?

Risponde Emilia Slugocka: Cerchiamo sempre di distinguerci non solo nella qualità (probabilmente il fine di ogni musicista), ma anche proponendo programmi diversi dal solito repertorio cameristico per trio, repertorio peraltro vastissimo, che comprende capolavori assoluti della musica da camera. Siamo in continua ricerca: il nostro prossimo progetto, visto che siamo un trio femminile, è un programma dedicato alle donne compositrici, spesso relegate in secondo piano soprattutto in passato. Parliamo di figure geniali come Clara Wieck, Fanny Mendelssohn, Cécile Chaminade, Mel Bonis, Nadia e Lili Boulanger. Siamo molto fiere che il nostro progetto possa unirle tutte riportandole alla ribalta che meritano, essendo validissime artiste, autrici di opere di innegabile bellezza, spesso complesse tecnicamente e musicalmente.

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BELLININEWS
30 novembre 2021
Recensione di Giovanni Pasqualino

A cento anni dalla nascita del compositore argentino Astor Piazzolla il Trio Parsifal, formato da Jalle Feest (violino), Emilia Stugocka (violoncello) e Anna Paola Milea al pianoforte, ha inteso commemorarne la memoria con l’incisione di un CD che contiene dieci sue famose e pregevoli creazioni. I primi quattro brani possono a ben ragione considerarsi le quattro stagioni di Piazzolla, infatti attraverso di esse l’autore intende descrivere fonicamente, come il suo illustre predecessore del passato Vivaldi, il ciclo annuale che determina i vari cambiamenti climatici, di paesaggi, di orizzonti, di spazi, che arrivano a condizionare anche la vita degli esseri umani nelle loro esigenze, nei loro comportamenti, nei loro umori e nel loro spirito di approcciarsi alla natura che li circonda.

Così nell’ordine sono state eseguite Otoño PorteñoInvierno PorteñoPrimavera PorteñoVerano Porteño, nell’arrangiamento per trio di José Bragato. Seguono poi i brani EscualoOblivion La muerte del Angel, sempre per l’arrangiamento dello stesso Bragato. A conclusione del CD sono stati eseguiti Meditango nell’arrangiamento di Luigi Zampieri, Adios Nonino nell’arrangiamento di Roberto Piana e Libertango nell’arrangiamento dello stesso Zampieri.

Le tre brave interpreti, coadiuvate in alcuni brani da Alessandro Monteduro alle percussioni, hanno mostrato di possedere buone doti tecniche individuali e soprattutto un grande affiatamento e spirito di coesione, riuscendo a penetrare fino in fondo lo spirito che agita il carattere tipico del Nuevo Tango creato da Piazzolla, che differisce parecchio dal tango tradizionale, perché assorbe e assimila al suo interno elementi mutuati dalla musica leggera e dal Jazz, arricchendosi anche di originali dissonanze, ritmi elaborati e di vari altri elementi musicali innovativi.

Il CD è stato realizzato nel gennaio del 2021 a Lecce da Corrado Production e si presenta in una veste gradevole e accattivante.

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SOUND CONTEST

29 novembre 2021

Parsifal Piano Trio: la grazia e l’armonia del Tango

Il Parsifal Piano Trio è una formazione musicale classica, formatasi circa venti anni fa (nel 2001) e composta attualmente da tre virtuose artiste di diversa estrazione: Jalle Feest di origine austro-francese (violino), Emilia Slugocka (violoncello) proveniente dalla Polonia, e l’italiana Anna Paola Milea (piano).

Tre donne carismatiche, reduci da numerosi successi ed attualmente in uscita con un CD di eccezionale fattura interamente dedicato alla musica di Astor Piazzolla, dal titolo “TRIO FOR TANGO” (edito da Luna Rossa Records).

10 brani carichi di tensione emotiva, che le artiste interpretano e controllano con sensibilità “tipicamente” femminile. Una rilettura del repertorio piazzolliano a cui si sono dedicate con assoluta perseveranza e passione, attraverso un’impronta stilistica che dischiude gli orizzonti ad una nuova forma di interpretazione che si concretizza durante l’esecuzione, così come lo stesso Piazzolla avrebbe desiderato; dato che il grande maestro argentino affermava che la propria musica può esistere unicamente nel presente, nell’istante stesso in cui la si suona.

Una piena immersione nel tango argentino che Jalle FeestEmilia Slugocka e Anna Paola Milea affrontano senza incertezze, con grande affiatamento e maturità, e con la propria misura stilistica in grado di restituire all’ascoltatore una musicalità meno sferzante, e più decisamente ritmica.

Una suggestione che si crea dal dialogo tra i vari strumenti, attraverso una sovra-lettura (o sovra-partitura) ben congeniata che sfugge alla più ossessiva e ripetitiva cifratura accademica piazzolliana, e che rinuncia (forse) in parte all’espressività di un pathos struggente per addentrarsi in più soavi meandri interpretativi.

Un CD in grado di proporre un tango più suadente e avvolgente, e più vicino stilisticamente alla ricettività dei nostri tempi.

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LA STANZA DELLE TORTURE
3 novembre 2021
Intervista di Cinzia Donati

Parsifal Piano Trio: omaggio a Piazzolla

Parsifal Piano Trio: tre donne con personalità, stili e appartenenti a culture diverse rendono la formazione unica nella sua essenza.
Nato nel 2001 dall’amore per la ricerca della qualità e dal piacere per la riscoperta di brani e compositori poco conosciuti, spaziando dal Classicismo, al Novecento e alla musica contemporanea, il Parsifal Piano Trio è in uscita e promozione con il progetto discografico “Trio for Tango” con l’etichetta prestigiosa Luna Rossa Records della Corrado Production.

La tortura!

Di cosa vi state occupando al momento? Parlateci del vostro progetto musicale…

Il nostro cd “Trio for Tango”, dedicato ad Astor Piazzolla nell’anno del centenario della nascita, è uscito da poco più di un mese per l’etichetta Luna Rossa Classic e sta avendo ottimi riscontri. In questo periodo il nostro primo obiettivo è la promozione del cd, attraverso concerti in diverse città italiane. Allo stesso tempo stiamo ampliando il nostro repertorio in vista dei concerti in calendario per il 2022.

Quali novità avete in cantiere per il futuro?

Ci sono diversi progetti che vorremmo realizzare. Innanzitutto stiamo programmando alcuni concerti all’estero per il 2022, visto che finalmente si potrà viaggiare con meno restrizioni. Inoltre stiamo progettando alcuni spettacoli che integrino la musica con recitazione e immagini. Uno dei progetti sarà ispirato al nostro cd “Invisible Landscapes”, pubblicato nel 2018 per la BAM International: l’idea è di una performance fortemente evocativa, che coinvolga lo spettatore nei paesaggi immaginari suggeriti dalla musica, con l’ausilio di proiezioni evanescenti e lettura di testi poetici.

“In Italia, fare della propria passione una professione è un’impresa ardua”

Qual è la difficoltà più importante che avete incontrato nella vostra professione?

Nel nostro ambiente le difficoltà sono tantissime. Stabilire quale sia la più importante è molto difficile, se si parte dal presupposto che, soprattutto in Italia, fare della propria passione una professione è un’impresa ardua. Intraprendere il percorso della musica da camera implica ulteriori ostacoli: non è facile trovare compagni di viaggio con i quali condividere scelte di repertorio e inclinazioni espressive, elementi fondamentali per fare musica insieme. Si aggiungono, banalmente, le difficoltà pratiche: conciliare gli impegni lavorativi e familiari di tutti per riuscire a stabilire un calendario di prove a cadenza regolare, e altre amenità simili. Insomma un percorso a ostacoli, che solo una grande passione può rendere accettabile.

Diteci un complimento ricevuto in campo professionale che vi ha fatto piacere e una critica che invece vi ha dato fastidio

Un complimento recentissimo è quello che abbiamo ricevuto da un direttore d’orchestra grande esperto del repertorio piazzolliano. In riferimento al nostro cd ha scritto: “Finalmente ho ascoltato il Piazzolla che mi piace!”. Considerando che siamo un trio classico, questo è veramente un grandissimo complimento. Quanto alle critiche, abbiamo avuto la fortuna di non aver ricevuto dissensi plateali, ma le critiche più feroci sono sempre quelle che ci autoinfliggiamo dopo ogni esecuzione, siamo davvero spietate.

“Le critiche più feroci sono sempre quelle che ci autoinfliggiamo dopo ogni esecuzione”

Quali sono le esperienze passate più significative che vi hanno portato fino qui?

Proveniamo tutte da anni di esperienze nell’ambito della musica da camera in diverse formazioni, esperienze fondamentali per la nostra crescita musicale. Incontrarci e intraprendere questa nuova avventura, con il nostro nutrito bagaglio musicale, è stato inevitabile.

Dove può trovarvi il pubblico? Quali canali Social e mediatici avete attivi?

Siamo presenti sul web con il nostro sito www.parsifalpianotrio.com, nel quale si trovano tutte le informazioni sempre aggiornate: biografia, fotografie, news, recensioni, calendario dei concerti, oltre naturalmente ai contatti e al press kit. Sui Social siamo molto attive, soprattutto su Facebook, Instagram e Twitter, pubblicando quasi quotidianamente aggiornamenti sulla nostra attività. Abbiamo inoltre un canale YouTube e il nostro ultimo cd “Trio for Tango” è presente su tutte le piattaforme digitali (Spotify, Deezer, Amazon, Apple Music, solo per citare le più importanti). Diciamo che chi ci cerca ci trova facilmente.

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BRAVO ONLINE
2 novembre 2021

PARSIFAL PIANO TRIO: il nostro omaggio ad Astor Piazzolla con “Trio for Tango”

Si intitola “TRIO FOR TANGO” il nuovo progetto discografico del PARSIFAL PIANO TRIO, pubblicato per l’etichetta Luna Rossa Records della Corrado Production.

Un’opera carica d’intensità, omaggio ad Astor Piazzolla nell’anno del centenario dalla nascita (avvenuta l’11 marzo 1921), che le interpreti (Anna Paola Milea pianoforte, Emilia Slugocka violoncello e Jalle Feest violino) hanno saputo rendere con profonda intimità e vivacità, con un suono “moderno” e ben definito che prende corpo e vita nell’istante. Se è vero che la musica di Astor Piazzolla può “esistere solo nel momento in cui la si suona”, il trio definisce il proprio mondo attorno al repertorio del grande maestro argentino con una formula sapiente e convincente, con una chiave interpretativa nuova, con una sonorità più soave e “brillante” che sospende il tempo, e lo accarezza.

Piazzolla considerava il tango una musica carica di pathos e triste, da esprimere con forza e a tratti con rabbia. Una rabbia che nell’interpretazione del Parsifal Piano Trio sembra stemperarsi in un movimento più rapido e sfuggevole, restituendo all’ascoltatore una cifratura molto più attuale, contemporanea.

Un’operazione di rilettura del repertorio piazzolliano pienamente riuscita, filtrata attraverso la sensibilità artistica delle tre virtuose interpreti.

Le trascrizioni del cd del Parsifal Piano Trio sono state realizzate da tre musicisti: il compositore e pianista Roberto Piana, il violoncellista argentino di origine italiana José Bragato, scomparso pochi anni fa e stretto collaboratore di Astor Piazzolla. Il direttore d’orchestra Gian Luigi Zampieri, che ha a lungo studiato il repertorio piazzolliano.

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MUSIC VOICE
19 settembre 2021
Recensione di Andrea Bedetti

[…] L’altro titolo in questione, intitolato Trio for tango, è stato registrato per l’etichetta Luna Rossa Records dal Trio Parsifal, formato da Jalle Feest al violino, Emilia Slugocka al violoncello e Anna Paola Milea al pianoforte, con il contributo di Alessandro Monteduro alle percussioni, che presenta dieci brani di Astor Piazzolla, nella trascrizione fatta da José Bragato, Gian Luigi Zampieri e Roberto Piana. La prima cosa da osservare è che la lettura fatta dalle tre artiste risulta essere più coinvolgente, anche perché la trascrizione effettuata per un trio cameristico tende a mettere maggiormente in luce la dimensione ritmica sulla quale si dipana il gioco dei tre strumenti, ai quali viene lasciato modo di enunciare sfumature e ricerche timbriche che permettono di arricchire il tessuto musicale senza per questo alterare lo spirito originale delle composizioni (tra le quali spiccano, oltre a OblivionInvierno PorteñoLa Muerte del Angel e Meditango).

Da ciò spicca una chiara nobiltà nell’ordito, quasi che la lettura fatta dal trio femminile abbia avuto l’obiettivo di stratificare la partitura originale, apportando un sovradimensionamento timbrico con lo scopo di sviare l’idea dell’ascoltatore dalla consapevolezza di ascoltare soltanto esempi di tango argentino. Un obiettivo che appare riuscito nei suoi intenti, anche se, ripeto, ci troviamo di fronte a una ripetitività che è in fondo il marchio di fabbrica della musica di Astor Piazzolla.

Entrambe le prese del suono sono buone, in particolar modo quella della Luna Rossa Records, curata da Luigi Cariddi, dotate di una dinamica più che plausibile in fatto di velocità e di trasparenza, con un palcoscenico sonoro capace di ricostruire gli interpreti in modo corretto al centro dei diffusori, e con un equilibrio tonale e un dettaglio rispettosi il primo dei registri gravi e acuti e il secondo di una messa a fuoco che rende piacevole l’ascolto senza affaticarlo.

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CRITICA CLASSICA
3 settembre 2021
Recensione di Marco Del Vaglio

Il cd “Trio for Tango” splendido omaggio a Piazzolla del Parsifal Piano Trio

Fra gli anniversari musicali del 2021 spicca il centenario della nascita di Astor Piazzolla (1921-1992), universalmente noto sia come bandoneonista che in qualità di compositore.
Quest’ultima veste si deve innanzitutto agli studi portati avanti con il connazionale Alberto Ginastera negli anni ’40, che orientarono inizialmente Piazzolla verso la musicalità di Stravinskij e Bartók.
Tutto cambiò a partire dal 1954, quando la sua Sinfonía Buenos Aires vinse il Premio di composizione “Fabien Sevitky”, organizzato dall’omonimo direttore dell’Orchestra Sinfonica di Indianapolis e nipote del grande contrabbassista Serge Koussevitzky, che gli permise di usufruire di una borsa di studio annuale con Nadia Boulanger a Parigi.
La leggendaria docente di composizione, dopo aver analizzato gli spartiti di Piazzolla, si complimentò per la solidità strutturale dei suoi brani, ma tenne a sottolineare la loro scarsa originalità e di conseguenza la mancanza di uno stile personale.
Fu allora che il musicista, quasi con vergogna, eseguì al pianoforte un suo pezzo che attingeva alle tradizioni popolari argentine, al che la Boulanger sembra abbia affermato “Astor, questo è il tuo stile, non lo abbandonare mai!”.
Da quel momento Piazzolla decise di fondere ritmi popolari e sonorità contemporanee, introducendo nell’organico strumenti quali la chitarra elettrica ed il contrabbasso, attraverso un percorso approdato al cosiddetto “Nuevo Tango”.
Così facendo si attirò le ire di gran parte del popolo argentino, che considerava il tango una vera e propria religione e, in quanto tale, immodificabile.
Considerato quindi alla stregua di un rinnegato, Piazzolla fu condannato nel suo paese ad una emarginazione, che resiste tuttora in alcuni ambienti, ma contemporaneamente conobbe in Europa, dove ancora oggi è molto famoso, un successo sempre più crescente, contribuendo anche alla capillare diffusione del tango nel vecchio continente.
Il centenario della nascita di Piazzolla è stato celebrato un po’ ovunque, compatibilmente con i problemi legati alla pandemia, ed ha anche visto l’uscita di numerose incisioni rivolte a brani noti e meno conosciuti dell’autore argentino.
Buon ultima giunge ora la proposta del Parsifal Piano Trio, formato da Jalle Feest (violino), Emilia Slugocka (violoncello) e Anna Paola Milea (pianoforte), che ha registrato, con l’etichetta Luna Rossa Classic, il cd “Trio for Tango”.
Il disco si apre con Las cuatro Estaciones porteñas, dedicate alla città di Buenos Aires (l’aggettivo porteño si riferisce infatti ai nativi della capitale argentina).
Concepite originariamente per violino, pianoforte, chitarra elettrica, contrabbasso e bandoneón, e in tempi diversi (Verano porteño risale al 1965, Invierno porteño al 1969, Otoño porteño e Primavera porteña sono del 1970), furono riunite in un’unica composizione nel 1970.
In esse alcuni frammenti del pezzo vivaldiano più famoso, iniziale fonte di ispirazione, si inseriscono in uno stile che fonde musica occidentale e ritmi sudamericani, senza però trascurare intriganti sonorità contemporanee.
Il successivo Esqualo apparteneva all’omonimo album del 1979, registrato a Buenos Aires, mentre Oblivion fu composto nel 1984 per la colonna sonora del film “Enrico IV” di Marco Bellocchio, ma ben presto è divenuto un brano di successo a sé stante.
Con La muerte del Ángel, si torna invece indietro, negli anni ’60, e alla cosiddetta “Suite dell’angelo”, formata da quattro movimenti, creata da Piazzolla per le musiche di scena di “Tango del Ángel”, opera teatrale dello scrittore Alberto Rodríguez Muñoz.
Chiusura con un trittico costituito da MeditangoAdiós Nonino (composto nel 1959 in memoria del padre) e il celeberrimo Libertango, pezzo di apertura dell’album registrato in Italia nel 1974, avente il medesimo titolo, che segnò il definitivo passaggio di Piazzolla dal tango tradizionale al “Nuevo Tango”.
Uno sguardo, ora, alle interpreti, Jalle Feest (violino), Emilia Slugocka (violoncello) e Anna Paola Milea (pianoforte), che costituiscono un trio molto affiatato e contraddistinto da intensità e raffinatezza esecutiva, capace di trasmettere forti emozioni all’ascoltatore, riportando all’originale splendore composizioni, per le quali la crescente celebrità è andata spesso di pari passo con un imbarazzante snaturamento.
Va inoltre citato Alessandro Monteduro, che con le sue percussioni fornisce il suo ottimo apporto ad una buona parte dei brani.
Da ricordare, infine, che la trascrizione di quasi tutti i pezzi venne curata da José Bragato, violoncellista di origini friulane, trapiantato in Argentina, dove fu per molti anni al fianco di Piazzolla, morto ultracentenario nel 2017.
Fanno eccezione Meditango e Libertango, curati da Gian Luigi Zampieri e Adiós Nonino, la cui trascrizione si deve a Roberto Piana, autore anche delle brevi ed esaurienti note illustrative presenti nel libretto di accompagnamento.
Concludendo, un cd che omaggia nel migliore dei modi Astor Piazzolla, nel centenario della nascita, grazie ad un ensemble di notevole livello come il Parsifal Piano Trio.